BE-CIRCULAR – Pratiche di Economia Circolare locale a partire dai rifiuti tessili
Un progetto sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il bando per l’economia circolare al Sud.
BE CIRCULAR è un progetto interregionale che trasforma i rifiuti tessili in opportunità: per le persone, per i territori, per l’ambiente. Coinvolge una rete di tre sartorie sociali: la Sartoria Sociale della cooperativa sociale Al Revés di Palermo (capofila), la sartoria sociale della cooperativa sociale Soleinsieme di Reggio Calabria e il laboratorio tessile La matrioska di Quartu Sant’Elena.
Tre realtà che lavorano insieme per dare nuova vita ai vestiti che non usiamo più e, allo stesso tempo, costruire lavoro dignitoso per chi vive ai margini: migranti, persone senza dimora, donne in difficoltà, ex detenuti e altre persone in situazione di fragilità.
Il progetto parte da una consapevolezza: il settore tessile è tra i più inquinanti al mondo e il fast fashion produce montagne di rifiuti e sfruttamento lungo la filiera. Di fronte a questo scenario il progetto propone un’alternativa concreta e locale, che intreccia ambiente, lavoro e comunità. Ogni abito recuperato è un rifiuto in meno e allo stesso tempo una leva per costruire percorsi di formazione e lavoro, pensati insieme alle persone che vivono condizioni di vulnerabilità.
Il cuore del progetto è la valorizzazione di una filiera corta e sostenibile del tessile: nelle tre sartorie si raccolgono tessili, che vengono sanificati e trasformati in capi unici e oggetti di design, passando dal semplice riuso all’upcycling creativo.
Cosa succede nei territori
Nei territori coinvolti, il progetto prende forme diverse ma con lo stesso spirito. A Palermo si proverà a mettere a sistema un Banco tessile dedicato alla raccolta e redistribuzione degli abiti, collaborando con Associazioni e con le realtà locali, una Lavanderia sociale, realizzata in collaborazione con l’Associazione Rotariana Francesca Morvillo onlus, che si occuperà di sanificazione e servizi di lavanderia e stireria anche per chi è in difficoltà, e una serie di Pop Up Vintage Shop, punti vendita temporanei in cui l’usato di qualità diventa occasione d’incontro e di sostegno concreto all’inclusione.
A Reggio Calabria la cooperativa Soleinsieme lavorerà fianco a fianco con l’istituto tecnico “Panella‑Vallauri”: gli studenti dell’indirizzo moda con tessuti di scarto, progetteranno capi e accessori confrontandosi concretamente con le sfide della moda sostenibile.
In Sardegna, tra Cagliari e Quartu Sant’Elena, la sartoria sociale La Matrioska e la cooperativa Il Sicomoro coinvolgeranno migranti e comunità locali in laboratori di cucito e upcycling, che diventano occasioni di inclusione sociale e di educazione all’economia circolare.
Moda sostenibile e creatività
La dimensione creativa si concentra nelle capsule collection “Be Circular”, una linea di moda sostenibile realizzata a partire da materiali di scarto, progettata con il supporto di modellisti esperti e di specialisti del settore. L’Università di Palermo, attraverso il corso di Design Industriale, aggiunge un tassello decisivo: studenti e docenti lavoreranno su packaging e gadget circolari, immaginando come utilizzare anche gli scarti tessili residuali.
Da qui nasce l’idea di uno spin‑off universitario capace di mettere insieme design, impresa e impatto sociale, così da creare nuove opportunità per giovani professionisti del settore. In questo modo BE CIRCULAR diventa anche un laboratorio di innovazione, in cui il sapere accademico incontra l’esperienza delle sartorie sociali e delle cooperative.
Educazione, partecipazione, legalità
Accanto alle attività produttive, BE CIRCULAR è un grande cantiere di educazione e partecipazione. Il progetto entra nelle scuole e nei territori con laboratori dedicati all’economia circolare, alle “4R” (riduzione, riuso, riciclo, recupero), alla filiera della moda e al consumo critico.
Nelle città e nei quartieri vengono organizzati swap party per scambiarsi vestiti, cineforum e reading su fast fashion ed ecomafie, presentazioni di libri, rassegne di film, momenti di confronto pubblico sui rifiuti tessili e sui traffici illeciti che li riguardano. A Palermo la Bottega di Libera contro le mafie ospiterà eventi, uno spazio vintage e iniziative che tengono insieme antimafia sociale, uso sociale dei beni confiscati e cultura del riuso. La libreria La Giraffa in Sardegna diventa un presidio culturale in cui libri, comunità e sostenibilità si incontrano.
Inclusione socio‑lavorativa
Un altro pilastro è l’inclusione socio‑lavorativa. Tirocini, percorsi formativi e inserimenti lavorativi coinvolgono persone senza dimora, donne in difficoltà, migranti, persone con disabilità o con un passato di detenzione. La sartoria, il Banco Tessile, la Lavanderia Sociale e le attività legate alla filiera diventano luoghi di apprendimento sul lavoro, dove si acquisiscono competenze sartoriali e organizzative ma anche capacità relazionali, autonomia e fiducia in sé. L’idea di fondo è quella di un’impresa di transizione: uno spazio protetto che prepara al mercato del lavoro, senza rinunciare alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti. La bellezza dei capi, la cura dei servizi e la dignità delle persone camminano insieme, dentro un modello che tiene insieme economia e diritti.
Una rete che ricuce persone e territori
Attorno alle sartorie sociali si muove una rete ampia di soggetti che tiene insieme sociale, ambiente, educazione, impresa e cultura. Cooperative, associazioni e organizzazioni come Libera e il Rotary lavorano sul contrasto alle disuguaglianze, sull’uso sociale dei beni confiscati e sul sostegno concreto alle persone più fragili.
Il mondo educativo è rappresentato dall’Università di Palermo e dall’ITI “Panella‑Vallauri” di Reggio Calabria, che portano nel progetto competenze di ricerca, design e formazione delle nuove generazioni. Accanto a loro ci sono realtà scolastiche, culturali e di comunità, come librerie e associazioni, che animano le città con eventi, laboratori e iniziative sul consumo critico e sulla cura dei beni comuni.
Sul fronte produttivo, la Rete Mythos Fashion Sicily e le imprese artigiane legate a Confartigianato Palermo collegano il lavoro delle sartorie al sistema moda, e formando sulle nuove normative legate alla filiera tessile. TCBL, rete internazionale dedicata all’innovazione del tessile in chiave sostenibile, apre invece una finestra europea sul progetto, portando scambio di buone pratiche e nuove connessioni.
Grazie a questa alleanza, BE CIRCULAR vuole essere un tentativo di costruire un modello di sviluppo locale che tenga insieme gestione dei rifiuti, diritti del lavoro, legalità e qualità della vita nei territori.
La rete
Palermo
- Al Revés Società Cooperativa Sociale (Sartoria Sociale Al Revés – soggetto responsabile)
- Associazione Libera contro le mafie Palermo
- Associazione Rotary International F. Morvillo Onlus
- Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Palermo – Confartigianato Imprese Palermo
- Rete Mythos Fashion Sicily
- Università degli Studi di Palermo
Reggio Calabria
- Soleinsieme Società Cooperativa Sociale Onlus
- ITI “Panella / Vallauri” Reggio Calabria
Cagliari / Quartu Sant’Elena
- Cooperativa Sociale Il Sicomoro Onlus (Cagliari)
- La Matrioska – laboratorio tessile, creativo e sociale (Quartu Sant’Elena)
- RebelTerra (Cagliari)
- La Giraffa di Michela Sara Calledda (Siliqua -CA)
Rete extra‑locale / nazionale / internazionale
- TCBL Association
Come partecipare
Per i cittadini, partecipare è semplice. Si può iniziare scegliendo di comprare usato nei pop up e nei mercatini vintage del progetto, prendendo parte agli eventi o mettendo a disposizione un po’ di tempo come volontari.
Ogni gesto contribuisce a ricucire una trama di relazioni, dignità e cura che passa anche dagli armadi di casa.
Per info:
- Palermo info@coopalreves.it
- Cagliari laboratorio.lamatrioska@gmail.com
- Reggio Calabria info@soleinsieme.it